sabato 31 marzo 2012

Perseverare è umano

Oggi dedico questo spazio all'ultimo libro di Pietro Trabucchi dal titolo "Perseverare è umano".

Conosco Pietro Trabucchi dal 2000, cioè da quando ho ricominciato a correre, abitiamo nella stessa zona, Lui a Brusson io ad Ayas in Valle d'Aosta, solo 10 Km ci separano, all'epoca lo conoscevo solo di vista, per la Sua attività di psicologo sportivo e per essere il fondatore del CHP, Centre de Haute Performance, in verità lo conoscevo anche per essere “ Lo psicologo Pazzo” così molti lo chiamavano dalle nostre parti, consigliato da amici lo incontro, sulle pareti del Suo studio diplomi vari, foto di atleti da Lui seguiti ed un poster di un paesaggio spettacolare, era il poster della DIAGONALE DES FOUS, come sia andato quell'incontro onestamente non me lo ricordo ma quel poster proprio non l'ho dimenticato.
Da quel giorno Pietro è entrato nella mia vita sportiva, dapprima qualche consiglio, alcuni test di soglia, i primi programmi di allenamento fino al 2007 quando con i Suoi programmi e consigli affronto la mia terza maratona e scendo finalmente sotto le 3 ore; e come dimenticare La nove colli running del 2002 , io a fare da assistenza a Pietro che testardo come un mulo arriva al traguardo trotterellando come fosse appena partito!!!!
Dopo il 2007 ci perdiamo di vista, problemi famigliari e lavorativi mi allontanano dalla corsa ma nel 2009 quando tutto si regolarizza ricomincio a correre e mi affaccio ai Trail, nel frattempo Pietro ha continuato ad accumulare esperienze con gli atleti della fatica, spedizioni sulle più alte montagne del mondo, record impressionanti, in più continua a mettersi in gioco in prima persona e sperimenta su di sé le “Ultra Fatiche”.

Nel Suo testo “Perseverare è umano” ho rivissuto e ritrovato tutto questo, tutto quello che è teorizzato nel Suo libro, Pietro l'ha vissuto direttamente sulla Sua pelle in questi anni di esperienze, perchè il Trab non è un teorico è uno dannatamente pratico, basta ricordare che insieme a Brunod sul Kilimangiaro LUI C'ERA, sull'Everest LUI C'ERA e ne ha conquistato la vetta, al Record del Cervino di Brunod, al Monte McKinley, al Tor des Géants, alla Ptl …...LUI C'ERA!

La prima parte del libro è dedicata a smontare dei "falsi miti" ovvero :
il Talento e la continua ricerca di motivazioni esterne.
Secondo il Trab, il primo possederlo è importante ma non determinante, per il raggiungimento di qualsiasi obbiettivo il fattore fondamentale è l'impegno, mentre se si vuole evitare che l'individuo si senta smarrito al mancare di sollecitazioni esterne, le motivazioni al contrario vanno ricercate dentro noi stessi.
La soluzione quindi è lavorare sull'automotivazione e la seconda parte è dedicata a questo aspetto.

La Terza parte è stata per me sicuramente la più scorrevole e avvincente, mentre nelle prime due troviamo spiegati i concetti e le teorie, in questa è l'ora degli esempi pratici e quindi qui troviamo Pietro alle prese con i “Suoi” atleti e le loro performance, le vittorie e le sconfitte ma anche in quest'ultime Pietro ne trae insegnamento e ne individua e ne riconosce gli errori. Molta attenzione è data alla gestione, organizzazione e motivazione dei gruppi, siano essi in ambito sportivo, lavorativo o famigliare.
Sarà perchè alcuni di essi li conosco direttamente o solamente perchè praticano il mio stesso sport, ma la chicca Pietro se l'è tenuta per l'ultimo capitolo: Il dilemma dell'Ultramaratoneta

Bene su questo non Vi dirò nulla …...... se volete leggete il libro!!!!

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